Daitarn III
L'invincibile
uomo metallico
Muteki Chojin Daiturn 3
©
1978/1979 Nippon Sunrise/Sotsu Agency
La storia:
Siamo agli inizi inoltrati del
XXI secolo (e non "alla metà degli anni ‘80" come erroneamente
avvertono alcuni siti autorevoli che si basano, probabilmente,
sulle informazioni del retro-copertina del 45 giri della sigla
Tv), e la civiltà umana ha cominciato ad espandersi nello
spazio. Sozo (= "il creativo") Haran è un famoso scienziato
avanguardista della colonia di Marte con il sogno di
"migliorare" la specie umana tramite innesti bio-meccanici.
Per questo non esita a sacrificare la moglie ed un figlio ai
suoi esperimenti volti a creare il "cyborg perfetto". Pare che
il primo dei codesti cyborg, Don Zauker, abbia preso il
sopravvento sul suo creatore, ma non si saprà mai a chi
appartenga il suo "cervello"... Dopo aver subito la rivolta
dei cyborg, gli uomini della colonia di Marte vengono tutti
trasformati in meganoidi ed organizzati in una società
gerarchica e militarizzata avente all'apice Don Zauker e la
sua "interprete" Koros.
I Meganoidi sono divisi in
"cellule", ognuna affidata ad un comandante con agli ordini un
nutrito manipolo di soldati e mezzi.
I comandanti conservano un
aspetto esteriore umanoide e possono trasformarsi in
giganteschi robot lottatori, i Megaborg (spesso tramite una
specie di altare oppure grazie ad un bracciale); i soldati
meganoidi, invece, somigliano molto a dei manichini (più alto
il grado, più umano l'aspetto). A dispetto della fama di
creatore dell'impero meganoide, Zauker è un robot incapace di
muoversi e di
parlare correttamente: a tutto pensa, in sua vece, la fida
Koros, che traduce in ordini i suoi indistinti mugugni.
L'intento principale dei Meganoidi è quello di sequestrare più
esseri umani possibile al fine di trasformarli in cyborg
asserviti alla loro causa. Tutto ciò per affermare il loro
credo: rendere un servizio all'evoluzione tramite l'espansione
della forma di vita cyborg e dei suoi valori, rinneganti i
sentimenti e la procreazione. Marte, come vi dicevo, è il
dominio di Zauker ed essendo un pianeta ricco di miniere d'oro
e di altri preziosi, rende la risorse dei Meganoidi quasi
infinite. Da notare che, quando i comandanti meganoidi si
infiltrano sulla Terra, non sono mai dei "barboni", bensì
ricchi attori, industriali oppure nobili; in puro stile 007,
dove, se ci fate caso, l'agente Spectre (o il cattivo di
turno), è sempre un riccastro. A combatterli rimane
l'eccentrico miliardario Banjo (="vita movimentata"), il
figlio del dottor Haran
fuggito da Marte con "un missile pieno di lingotti d'oro", ed
un robot meganoide da guerra: DAITARN III. Lo scopo di Banjo è
quello di liberare il mondo dalle tracce dell'immondo delitto
di cui suo padre si era macchiato. Con buone dosi di humor in
stile 007, colpi di scena e poche lacrime, Banjo riuscirà
infine a vendicarsi dei cyborg, arrivando persino su Marte. La
battaglia finale lo vede intento ad uccidere Koros, la quale,
in punto di morte, invoca il sommo Don Zauker: il cyborg
capostipite si risveglia dall'incoscienza -che egli fosse solo
un manichino di Koros? e chi è Koros?- per venire poi,
trasformatosi in un megaborg, sconfitto dal Daitarn. L'impero
meganoide di Marte viene distrutto proprio mentre Koros,
disperata, contava di scagliare Marte contro la Terra grazie a
dei megapropulsori. Durante le sue avventure, Banjo è aiutato
da alcuni assistenti: Beauty Tachibana, una fotomodella bionda
figlia di un riccone (già mecenate del padre di Banjo); Reika
Sanyo, un'affascinante ex-agente dell'Interpol; Garrison
Tokida, il fido maggiordomo esperto di elettronica e Toppy, un
ragazzino trovatello.
Come parlare di
Daitarn 3?
TECNICAMENTE
SBALORDITIVO: Concepito da Yoshiyuki
Tomino (mente responsabile di GUNDAM e ZAMBOT III),
questo robot si trasforma non in senso "virtuale" (come il
"Getta Robot" di Nagai), bensì più verosimilmente possibile!
Infatti la Bandai (il colosso
giapponese dei giocattoli) aveva commissionato una serie
televisiva che avesse come protagonista un robot trasformabile
che sembrasse VERO. Non a caso infatti i bellissimi giocattoli
che noi abbiamo visto all'epoca, rendono conto dello sforzo
dei progettisti! I giocattoli, infatti, riproducevano con
dovizia le contorsioni del robot nei suoi 3 stadi: nave
spaziale, carro armato e robot.
Vi ricordo che la serie "Getta
Robot" di Go Nagai NON raggiunse
MAI la "veridicità" di Daitarn 3.
Nagai si emenderà con lode
concependo un nuovo robot "componibile": JEEG ROBOT.
Humor
stile:
L'humour è parte integrante
della serie. Uno humour "agitato, non mescolato" come i drink
del grande James "007" Bond. Non a caso
Banjo era il protagonista di un fumetto di azione/spionaggio
anteriore a Daitarn III (che parte dei segreti della serie
Daitarn si nascondano in quelle vicende?).
"L'invincibile robot Daitarn 3"
è una serie unica, che fa dello humor, e non delle
"macchiette", uno dei cardini portanti della sua struttura.
Certo, i momenti macchietta sono presenti, ma non esauriscono
la vena comica della serie.
Daitarn III: lo posso pilotare anch'io??
L'unica serie in cui cani&porci
possono pilotare un robot quasi meglio del pilota principale!
Questo aspetto, comico e dissacrante, è
sicuramente unico nella storia dell'animazione robotica: il
Daitarn, infatti, viene pilotato in alcuni episodi dagli
assistenti di Banjo, da Garrison e persino dai Meganoidi!!!
Tutti i novelli piloti se la cavano benone anche al primo
tentativo. Daitarn III è solo un robot nel senso strumentale.
Punto. In una puntata, un meganoide pilota Daitarn contro
Banjo che lo combatte per un po' usando la MACCHINA DELLA
MORTE (nave spaziale grottesca, sede dei comandanti meganoidi,
talvolta con profili in "stile Yattaman") senza turbarsi. Che
contrasto con i vari Mazinga, dove la guida del robot è
riservata al pilota "eletto" a prezzo di incessanti fatiche…e
che dire di Danguard?? metà della serie (e relative tragedie)
ruotano attorno all'apprendimento delle tecniche di
pilotaggio!
Ooh
James…hmm…Banjo!
Le parentele col grande agente-seduttore 007 sono
innumerevoli: che dire dello smoking rosso scarlatto di Banjo,
che egli mostra, con un sorriso, da sotto una tuta da ninja?
Non ricorda lo smoking "bianco-su-nero" di James, che egli
portava sotto una tuta da sommozzatore? Che dire dello "Oooh
Banjo" che le bellone di turno sospirano? Che dire delle doti
atletiche di Banjo? Che dire delle spille esplosive, dei
congegni elettronici miniaturizzati?
Ooh James…hmm…Banjo!
E le belle donne?
Garrison...un misto
Garrison Tokida, il fido
maggiordomo, è un misto che attesta la contaminazione da molti
filoni:
1. "Garrison State" è uno "stato
d'assedio", una forma di governo basata sulla legge marziale.
2. Egli è anziano, grigio ma
ancora affascinante. Come non ravvisare una parentela con
Alfred, il maggiordomo di casa Batman? Più di Alfred egli
agisce, egli è un complice attivo di Banjo (come non
accostarlo allo chauffeur di Arsenio Lupin -il teleromanzo non
il cartone-?).
Elvis Presley…?
no grazie!
Un sito web ridicolizzava la
serie "Jeeg Robot, uomo d'acciaio" così: 1. Il big Shooter è
una bagnarola grande come una roulotte che assurdamente poi
spara componenti per un robot di 30 metri. 2. Come fa un tale
vestito da Elvis Presley [ Hiroshi ] a trasformarsi in una
testa? 3. E tutte quelle moto in fondo al burrone?
Daitarn III è del 1978, EPPURE NON SI NOTA TROPPO LA "MODA
ANNI 70", CHE MARCA STRETTO LE ALTRE SERIE DELL'EPOCA. NIENTE
MINIGONNE. NIENTE STIVALONI. NIENTE PETTINATURE COTONATE.
Certo, Banjo porta talora una camicia "coi puntali" (il collo
stile anni '70), e dei " pantaloni a zampa [d'elefante]", ma
tutto qui. Satira: come non ricordare che i protagonisti delle
altre serie SONO SEMPRE VESTITI UGUALI? Ciò non vale molto per
Banjo! In un episodio poi, allorché viene ricattato da un
meganoide che dice di aver catturato le sue assistenti, Banjo,
ridendo, sfodera il fucile!!! Come ha capito che è una farsa?
"PERCHE' OGGI SONO VESTITE IN MANIERA DIVERSA!!!" replica egli
con sarcasmo. Un altro topos dissacrato è l'introspezione
psicologica comune a molte serie: il rapporto turbato e
conflittuale dei protagonisti col passato e con figure paterne
troppo ingombranti (sopratutto in Danguard). Per farvi un
esempio dell'assenza di questi temi, cito quell'episodio in
cui il meganoide Preud (Proid) cerca di far saltare
l'equilibrio psichico di Banjo con un'allucinazione rievocante
l'orrore del suo passato; Banjo sembra cedere, ma poi con un
ghigno sottile ridicolizza il suo avversario.
Copia tu che
copio anch'io?
1. In un episodio, Banjo
affronta un meganoide di nome Brundle (Brandol), inventore
della macchina "TELESPORT" per il teletrasporto della materia.
Hmmm… Ricordate lo splatter movie "LA MOSCA" di David
Cronemberg del 1986? Il nome del
protagonista è proprio Brundle, e la sua invenzione è proprio
una macchina per il teletrasporto.
2. Ricordate il film del 1980
"FLASH GORDON" (allora il film più costoso e lussuoso mai
realizzato)?
Ricordate il "motociclorazzo"
usato da Flash per fuggire dalla città degli uomini falco in
fiamme?
Ecco: si vede un identico
"scooter" in un episodio in cui Banjo affronta un meganoide ad
energia solare, che era il padre di un amico di Toppy. Somiglianze
col movie "FLASH GORDON" si notano pure nella colonna sonora.
Doppiatori
Tanto
onore a Renzo Stacchi (Banjo), un doppiatore mitico. Il solo
che io accosti al grande Romano Malaspina (Actarus, Ryoma,
Takeru, Sanshiro, Hiroshi, Kloppen, etc). Lode anche a
Vittorio di Prima, il doppiatore di TUTTI i comandanti
meganoidi, che esibisce grandi doti camaleontiche.
Ho saputo che Dynamic Italia ha
ri-doppiato Daitarn 3…mah! Scelte dei potenti…
Un
po' di compassione
Non la compassione "finta",
dovuta, non un vago moralismo impietrito come le 12 tavole che
ne sono l'ispirazione. Compassione, e basta! "Daitarn 3" è una
delle poche serie in cui molti "nemici" sono reietti del
genere umano (EX: un uomo bruttissimo che tutte le donne
rifiutano; una ragazzina "cozza" rifiutata dal suo grande
amore; un figlio scacciato dal padre; un prestigiatore
girovago da baraccone,
etc), vittime della cattiveria e dell'indifferenza altrui, che
VOLONTARIAMENTE diventano meganoidi per sfogare il loro odio.
"Daitarn 3" ci mostra gli effetti della cattiveria e
dell'indifferenza (forma di umiliazione a cui tutti abbiamo
assistito o sopportato nella vita), vista dalla parte dei
cattivi. Eccezionale il dialogo tra Banjo ed il meganoide
Edwin: Edwin era un prestigiatore girovago da baraccone, che
aveva insegnato alcuni trucchi ad un Banjo allora bambino;
Banjo lo rimprovera di aver distrutto i suoi ricordi,
mostrandogli come egli sia succube dei meganoidi... Edwin
appare dispiaciuto, ma con astio gli ricorda come solo i
meganoidi gli abbiano permesso di abbandonare una vita raminga
e di realizzare i suoi sogni.
Luoghi comuni
Alcuni luoghi comuni
dell'animazione sono altresì presenti, ma a scopo di satira.
Il lascito dei comics stile "Batman anni '60" ove i cattivi
sono sempre individui con manie strane, rivive nei comandanti
meganoidi: chi è un collezionista di veicoli moderni, chi un
patito
di giocattoli etc. Tali manie sono presentate come slegate
dalla storia e spesso d'intralcio ai piani degli stessi
Meganoidi. Un'altro "classico" oggetto di satira voluta è il
luogo comune del "colpo finale" (vedi: spada infuocata;
uccello galattico di Trider [no, non è un film porno, è un
cartone, ok?], etc). "L'attacco solare" del Daitarn infatti,
al contrario di quello che avviene nelle altre serie, viene
usato nei momenti più disparati, ma tipicamente quando
l'avversario è ancora ben vivo&prestante.
Molti vedono in ciò una
debolezza ("Perché non lo usa subito così la facciamo
finita?"), ma in realtà è una provocazione che gli autori
rivolgevano alle altre serie robotiche. Altro oggetto di
satira sono gli "slogan", frasi e/o gesti marcanti atti
topici: Daitarn ne ha due: un prolisso monologo all'inizio di
ogni lotta, e la frase di introduzione dell'attacco solare.
Finale
La nuvola derivante
dall'esplosione di Don Zauker non è ancora dissolta che un
brusco cambiamento di scena ci introduce il dissolversi del
sodalizio dei protagonisti. Banjo NON riappare più (che fosse
una porta lasciata aperta in vista di nuove serie mai
realizzate?). Tutti abbandonano in fretta la sontuosa villa di
Banjo (in stile Bruce Wayne/Batman), senza piagnistei. Beauty
ritorna dal ricco padre, Reika se ne va ammettendo: "Questo è
un posto in cui non potrei vivere", Toppy sparisce con un
sacco in spalla. L'ultimo è Garrison, che chiude tutto a
chiave e va ad aspettare un autobus, sotto la pioggia. Unico
segno di vita nella vasta proprietà è una finestra illuminata.
Dicerie
Le "premesse" della serie
Daitarn III sono relativamente chiare, le chiavi di molti
enigmi, però, sono altrove. Internet veicola vari
pettegolezzi: che Koros fosse la madre di Banjo dopo la
trasformazione in cyborg? probabilmente questa voce ha il suo
fondamento in un episodio dove la madre di Banjo è doppiata
dalla stessa voce di Koros (però in un'altra puntata la madre
di Banjo ha connotati opposti a Koros); chi la fidanzata
(??!!). Certo, c'è dell'altro, ma io preferisco pensare che le
premesse non svelate si celino nel fumetto, anteriore alla
serie tv, di cui Banjo era protagonista, o che semplicemente
esse non esistano, o che siano state lasciate come esche per
ancorare eventuali "variazioni sul tema" mai effettuate.
Hmmm…
Non mi risulta che "Daitarn 3"
sia mai stato trasmesso "alle otto di sera", come alternativa
ai tiggì da parte del nugolo di nascenti tivù private. "Daitarn
3" venne programmato, per la prima volta, nel 1980 inoltrato.
Le tivù private incominciavano a coagularsi in
"network nazionali", il "Cavaliere" arraffava tutto e la RAI
di regime era sempre più scimmiottata dalle tivù private, che
cominciavano ad avere i propri " tiggì". La fine degli anni
'70 era bella e andata. I cartoni conquistavano lo spazio "del
pomeriggio", che gradualmente sarebbe rimasto l'unico a loro
riservato (per poi esser loro gradualmente sottratto). I
robottoni già allora non facevano più notizia: ne spuntavano
come funghi! Ricordo distintamente come Daitarn 3 NON fece
notizia, "Caccaman contro gli spaziali" era un filone abusato
e noi bimbi, in effetti, ne eravamo stanchi. In sordina, si
delineava la "seconda età" dei cartoni giapponesi, fatta di
"telefilm a cartoni", di vicende umane, di orfanelle,
infermiere, ninfomani, maghette etc. "L'invincibile robot
Daitarn 3" rivela il suo fulgore ad un più maturo esame: forse
era troppo "maturo" per i tempi ed il pubblico, come
aspettarsi che bambini di 6-8 anni potessero apprezzare le
battute di Banjo???
SERGIO