
Il ragazzino Watta eredita dal padre, morto
a seguito di incidente sul lavoro, una ditta specializzata in
trasporti spaziali e lavori pericolosi, perennemente sull’orlo
della bancarotta: la Takeo General. Con lui I quattro
dipendenti della ditta:
Il
signor Kakikoji
( alcuni scrivono Kapikoji od anche altri nomi improbabili ):
anziano
padre di 12 figli. Uomo all’antica incarna
il perfetto dipendente giapponese vecchio stile. Lavora sempre
per mantenere l’innumerevole prole in stato di dignitosa
povertà.
Onora sopra tutto la parola data ( al punto da scorrazzare in
bicicletta un’intera domenica per “ scusarsi di dover
rifiutare un incarico “ ). E’ il vice-presidente dell’azienda.
E’ un economo e tirchio al punto da stracciarsi le vesti se si
sprecano troppi missili… perchè I missili costano! Spesso
richiama Watta all’ordine con esempi edificanti o
ricordandogli suo padre defunto. Corre sempre a prelevare
Watta nelle circostanze più improbabili a bordo di una vecchia
bicicletta. La stessa persona doppia anche Ondron, dr.Klark.,
Yarln ed altri.
Il
signor Kinoshita è il “direttore
alle vendite”. Un giovanotto futile e scialbo che – si dirà in
una puntata – “ arrivò ultimo nel concorso per l’assunzione “.
Un semplicione che cade spesso vittima di raggiri ed
illusioni. Si sa che è sposato. Solo la minaccia di perdere lo
stipendio a causa di mancate commesse lo trasforma in una
tigre. Egli usa il miraggio di nuovi guadagni e di frivoli
acquisti per spronare Watta. Il suo doppiatore caratterizza
anche Zakuron ed il padre di Watta. ( lo stesso doppiatore di
“Fantaman” e del “Dottor Daimonji” negli ultimi episodi di
Gaiking, nonchè di numerosi personaggi nella saga de “Una
pallottola spuntata “ ).
Il signor Atsui
è il corpulento meccanico-ingeniere della ditta, addetto al
Trider. Il doppiaggio lo caratterizza con una voce ingozzata
ed un accento finto-veneto ( anche la moglie parla in quel
modo “ Ou carounn “ invece di “ Oh caro “ ). Senza figli, ad
un certo punto si porta in casa un “ragazzino in affido”, che
gli causerà seri grattacapi ( arrivando anche a sabotare il
Trider! ) prima di mettere la testa a posto: anche il
ragazzino parla colla solita voce ingozzata. Uomo forte che
-–a differenza di Kakikoji – sa far leva sul senso di
responsabilità di Watta tramite fini allusioni e metafore.
Stesso doppiatore per Ondron ed altri.

La signorina Ikue
è il tributo al “cartone stile anni 70”. Snella e giovane
attraente biondina in minigonna e polo: è la segretaria
dell’azienda ed una specie di sorella maggiore per Watta.
Stessa doppiatrice anche per Girba, la piccola Kaoru, Sachiko
ed altri.
La Takeo General viene ingaggiata dal
Ministero della difesa ( di cui è capo il nonno di Watta, col
quale I rapporti resteranno sempre cordiali ma molto
impersonali & distanti ) per fronteggiare un attacca di robot
ai danni di una delle tante installazioni abitative e
commerciali nel sistema solare.
In seguito essi lavoreranno per molte ditte
private.
A capo del complotto per asservire la Terra
è un “magnate spaziale”, Ondron, che agisce su mandato
dell’”Impero dei Robot” rappresentato da Lord Zakuron che a
sua volta serve un super-computer. Una caricatura degli
eccessi a cui può arrivare la “politica aziendale “.
A coadiuvare Ondron troviamo in
successione:
Yarln è un
buono a nulla, un mezzo militare ( in uniforme & con
lineamenti stile Starblazers-Desslock ) di mezza età tutto
tremebondo, che verrà poi “smontato” dagli “addetti tecnici”.
Dulcin, un
corpulento androide in impermeabile dal temperamento iroso ed
isterico. L’isteria gli causa delle crisi che lo fanno
impazzire: gli esce a quel punto dal taschino un robottino che
gli versa un liquido in un foro all’altezza della cravatta
(“PECO PECO!”). Dulcin – a differenza di Yarln e come I
successori – muore affrontando il Trider ( “ Non li vinceremo
mai! “ urla in agonia ). Non mi è troppo chiaro di quale
personaggio celebre del cinema egli sia parodia, ma son sicuro
che è lo stesso parodiato in una puntata di “Gigi la trottola”
ove Gigi ( in compagnia dello spadaccino Big Man ) affronta il
KKK.
Domma e Pepso,
sono I “revisori tecnici” che avevano fatto fuori Yarln. Una
copia di “Gianni&Pinotto” ( Abott & Costello ), uno smilzo ed
ottuso ma che si reputa intelligente; un altro basso, grasso,
tonto e che non sa parlare.
Seguono Shackal, una specie di
pistolero, un killer professionista assoldato da Ondron fuori
della schiera dei suoi adepti. Una specie di personaggio da
spaghetti-western serie C con tanto di vecchia colt & sigaro
puzzolente.
Girba,
smorfiosa e discinta, è l’amichetta di Lord Zakuron. Parodia
della pin-up girl tutta culo, tette e demenza che farà bollire
il sangue a Ondron stesso. Girba = storpiatura di Gilda, la
celebre bellona impersonata a suo tempo da Rita Haiworth.
il dottor Clark, uno scienziato con
tanto di monocolo, EX-collaboratore di un genio della
robotica scomparso CHE E’ L’AUTORE DEL PROGETTO DI TRIDER G7,
FATTO PER ESSERE GUIDATO DALL’UOMO. I mega-robots e Trider
hanno tutti dunque una medesima paternità ( storia vecchia…vi
ricordate Goldrake o Daitarn? ). Quello scienziato, fuggito
dall’impero dei robot e dato per morto, era stato soccorso dal
padre di Watta durante un naufragio spaziale, e per sdebitarsi
( prima di sparire per sempre ) gli aveva fatto dono del
progetto di Trider. Mah…una parodia del solito scienziato
pazzo anni 40-50 stile “dr.K”.
Ondron che
morirà ucciso da Zakuron, dopo avergli rivelato come sia
possibile riprogrammare il supremo computer per fargli fare
ciò che si vuole. Una specie di capo-ganster anni 30.
Zakuron è un
androide ( ho letto che c’è chi lo definisce “ Un cyborg di 23
anni. “ boh… come fa un cyborg ad avere 23 anni…e chi ha mai
detto che Zakuron è un cyborg? ) che alla fine capisce che è
meglio sfruttare I punti deboli del super-computer – svelati
da Ondron- piuttosto che perdere tempo coi terrestri.
A fare da contorno poi le mille storie
attorno all’adolescente Watta. La sua rivalità collo snob
Keniichi Fuyama, figlio d’un ricco industriale ( parodia della
multinazionale giapponese che produce dalla carta da cesso ai
missili atomici ).
Egli è lezioso, borioso ( ma sotto sotto debole ed insicuro )
e compunto “secchione”, rivale di Watta nello sport ( dove
spesso usa I soldi per “guadagnarsi” degli alleati ) e nella
vita, per attirare l’attenzione della compagna di scuola
Kaoru. Ben reso il doppiaggio di Massimo Corizza ( lo stesso
di “Daigo” in “Gordian” e “Gipsy” in “Conan” etc ), che rende
Keniichi ben insopportabile.
Il suo tentativo di attirare l’attenzione
della bella Kaoru.
I goffi tentativi del maestro Daimon ( che
fa di tutto per sembrare un maestro stile TV,: infatti si
ispira a dei teleromanzi ) di impressionare la maestra Mieko.
I due si sposeranno a fine serie, dopo una serie di goffe
peripezie e due fidanzamenti della signorina mandati a monte
dai diabolici ragazzi per solidarietà con Daimon.
<< E perchè mai… >>?
Trider G7 è una grande serie…

A.
Mai stati stufi o meravigliati di quelle
sceneggiature in cui I vari “Centri spaziali” spendono (
evidentemente ) milioni per (ri)costruire robot e
attrezzature… MA CHI LI PAGA? Del DRAGO SPAZIALE ( Gaiking )
si sa che è finanziato dall’ONU; di DAITARN III si sa che
Banjio fuggì con “ un missile carico d’oro”; BALDIOS è un
pupazzo dell’Unione Mondiale… ma queste spiegazioni ( quando
non del tutto assenti ) sono troppo astruse, troppo “cartoon”.
Quì la ditta Takeo compra missili e carburanti; è in arretrato
cogli stipendi e le bollette. FINALMENTE UN SOFFIO DI VITA
REALE! Finalmente un cartone che ci parla delle stesse cose di
cui si parlava a tavola coi genitori… bollette, cassa
integrazione…
B.
Lo stesso sviluppo dell’umanità nello
spazio è realistico. Ditte commerciali; operai che lavorano a
cottimo per lo stipendio. Non mancano gli accenni fantasiosi
alla “ Verdura dei pascoli di Marte “ destinata ad una Terra
sovrappopolata. Il tutto però realistico, senza I soliti
“Centri spaziali” nel cosmo buttati lì per caso… in un
episodio una ditta commissiona il recupero di un’astronave…PER
EVITARE PROBLEMI ASSICURATIVI! In un altro, la Takeo rischia
lo sfratto a causa di un raggiro ai danni della vecchiarda
padrona di casa ( un’avara tabaccaia ) da parte del
giovinastro nipote viziato. Si va nello spazio per campare,
come il grosso carpentiere padre dell’altrettanto corpulento
Akira ( cugino/amico di Watta ), non “ per il bene
dell’umanità” od a caccia di improbabili “risorse”. Anche il
ricco padre di Keniichi deve un giorno supplicare Watta di
salvare la sua azienda dalla bancarotta.
C.
Watta si mette le dita nel naso; non si
lava I denti che perciò sono pieni di carie. E’ pigro ma sa
rispondere al richiamo del cuore o del dovere. Più realistico
di tanti altri protagonisti “ giovinastri “ tarati dai
complessi più vari non ancora sublimati. Anche il clichè del
“bambino-pilota” viene ridicolizzato in un episodio ove Trider
partecipa ad una gara di robot. Via via si presentano I
piloti-giovinastri: 18, 16 anni ma… udite udite! Watta Takeo,
solo 12 anni!
D.
Uomini e donne normali.
A parte Ikue, tutti I protagonisti sono
normali. La madre di Watta è una “chiattona” di 120kg che
gestisce un asilo infantile nel cortile della loro casa, che
sembra più un’autorimessa fatiscente che altro, mentre bada ai
figli piccoli Sachiko e Saburo. Non si vedono le bellezze di
Daitarn III od in genere delle altre serie. Niente silhouttes
in minigonna di corpicini anoressici da passerella. Il padre
di Akira è un grosso carpentiere di maniere spicce e facile di
bicchiere; e sua moglie una donnetta rugata in stile Pina
Fantozzi. Gli amici di Watta sono: Akira, figlio di un
carpentiere e Shinkiki, figlio del proprietario di una tavola
calda. Niente milionari alla Banjio, oppure tipi strambi alla
Rocky Joe ( vedi “Dani” in Daltanious ) o cadetti dieci e lode
( vedi Danguard ); non alieni nè “figacci”: Akira è obeso e
Shinkiki un povero rachitico gracilino: altro che Tetsuya
Tsurugi che spezza un pino secolare con un calcio! In fondo,
la gente di tutti I giorni.
E.
Contaminazioni.
Numerose.
In un episodio, Keniichi osserva un
episodio di Daitarn III. Lo stesso un giorno si ispira al
“tenente Colombo”. Watta guarda “Gundam” alla TV, ed in un
episodio cerca di centrare pupazzi colle sembianze di Gundam e
Daitarn ai baracconi. Un’altra volta Girba fa saltare un
ospedale spaziale, ed un missile va a colpire… Haran Banjio
che esce di scena volando con una smorfia.
All’ossequio dello stile Sunrise, Trider
esibisce 3 posizioni: nave spaziale; carro ( grazie ad un
cingolo esterno, visto solo 2 volte ) e robot. Nel corso della
serie si installano nuove armi, come una spada od una pistola.
F.
Assenza di stereotipi-trama.
Notevole.
Ricordate quanto sangue e sudore mescevano
I cattivi per rintracciare le basi dei vari robot? O per
rapire amici dei protagonisti, o tendere loro trappole, od
impedire trasformazioni? Quì NON succede mai. Ondron si
accorge dell’identità del Trider, ma nulla viene fatto in
proposito. Punto.
G.
Ferite e scontri rocamboleschi.
Quasi assenti.
Watta si ferisce da sanguinare una sola
volta; ed il Trider non è MAI danneggiato seriamente. Tutta
un’altra storia da Space Robot & co.
H.
Il Trider sorride.
In stile Sunrise, Trider mostra certe
espressioni ( vedi Daitarn III ). MA CHI HA DETTO CHE SIA UN
PRIMATO? Prego andatevi a rivedre il GRANDE MAZINGA, e ditemi
se Venus non spalanca I labbroni col rossetto tante volte, a
parte le visibili smorfie della bocca a filtro di Boss Robot.
I
La vita normale alla ribalta.
In TRIDER G7 non assistiamo alla
costernazione per il mancato accumularsi dei raggi getta; non
ci preoccupano le sciocche richieste di inutili acrobazie del
“capitano Dan”… però in un caldo giorno d’estate I dipendenti
si augurano di aver presto I soldi per poter riparare il
condizionatore! Spesso I protagonisti discutono del caro-vita.
Watta si lamenta una volta della bottiglia del latte
dimezzata; e Kakikoji riceve dalla tavola calda un piatto
senza il suo contorno preferito di verdura, causa l’alto costo
della vita e la penuria dei generi ( magari causata
dall’attacco di un megarobot ). Per farli felici è sufficiente
che Ikue racimoli qualche spicciolo per comperare dei
dolcetti.
L
<< Non importa quanto ricco sia suo padre,
ma non potrebbe mai comperare nulla del genere! >> esplode
Tetsuya Tsurugi alla vista di un “mostro guerriero” che uno
sciocco ragazzino spacciava per suo. Quì è l’esatto contrario.
Tutto si compra. Il Trider è stato comperato ( o meglio:
commissionato ) per l’appunto. In un episodio, due balordi (
di professione immondezzai/rigattieri ) truccano il loro
scalcinato robot da Trider… ma l’insegna sul petto sarà un
pollo, non un’aquila, per una distrazione del protagonista.
M
Il fine moralistico è presente, ma calato
nella vita reale.
Non esistono I massimi sistemi e le
fanfaronate pseudo-filosofiche tipiche di altre serie. Alla
malora I conflitti psicologici, evviva la pagnotta! Non è
forse questa la nostra vita?
N
Fanfaronate tecnologiche al minimo.
<< Salto spaziale >> ( Tekkaman ), <<
Pianeta Prometeo >> ( Danguard ) ed altre diavolerie attorno a
cui snodare la storia non esistono. Solo una volta Watta
pronuncia “ velocità logaritmica “. Le armi di Trider sono
terra-terra: catena, dardo, missili etc.
O
Microsoft.
Classe 1980, in vari episodi Trider sembra
guidato da un computer che utilizzi “MS-DOS by Microsoft “.
Lascerò perdere le facili battute da genio dell’informatica (
da strapazzo ) di alcuni. Certo è che se un disegnatore
giapponese investì nel 1979/80 in azioni microsoft ( allora ai
veri inizi ), oggi egli sarà certo un riccone. Curioso che il
nome microsoft figuri senza censure…che anche quella fosse
pubblicità, agli inizi?
P
L’humor scanzonato è presente, ma non con
punte stile Daitarn III. Per esempio in un episodio I
ragazzini smascherano un ladro di targhe murali: uno studente
d’arte spiantato che voleva rivenderle per pagarsi gli studi,
e verrà poi bonariamente fatto assumere da un imbianchino (=
pittore <-> imbianchino ). E’ tutto un dire il pathos dello
studente senza soldi applicato a tali sciocche circostanze.
Q
Mirabolanti le performances dei doppiatori.
Poche persone doppiano TUTTI I personaggi con un ottimo
risultato. Ad esempio, mirabile il doppiaggio di Watta/Daimon,
dove si passa dalla vocetta finto-fresco del ragazzino alla
stridula vociona del maestro. Niente a che vedere collo
squallore del doppiaggio di KEN IL GUERRIERO ( grande serie,
schifoso il doppiaggio stile “ da Giggi er sozzo se doppia
bene se spenne n’cazzo “ ) dove il doppiaggio sembra esser
stato commissionato agli annunciatori delle forrovie dello
stato.
R
Jingles, ovvero musichette.
Esiste il jingle della partenza del Trider,
in almeno 4 versioni a seconda dei fotogrammi e delle scene,
di cui una solo strumentale. Esiste il jingle del “colpo
finale” ( od “attacco dell’uccello di fuoco” ). I titoli delle
puntate sono “letti” dalla voce di Watta, e spesso preceduti
da buffi fotogrammi muti che anticipano la storia. In coda a
quasi ogni puntata non manca il momento-macchietta, che
ricorda certi film in cui mentre I titoli di coda scorrono,
vengono presentate scene inedite del film ( un esempio: “ La
corsa più pazza d’America “ del 1982 credo ).
Tutto sommato
una bella
serie, che nobilita senza false luci di ribalta la gente di
tutti I giorni.
Mi
ricordo che per un lungo periodo la Ceppi-Ratti, una ditta
produttrice di giocattoli un tempo detentrice di tutti I
brevetti poi passati a GIG ed altre ditte, “affittò” il
personaggio di Trider G7 per promuovere I suoi prodotti su
pagine & pagine de “ Il corriere dei piccoli “, dove poi
figurerà anche una sgangherata versione di “Daltanious”. Una
serie senza troppo belletto, passata inosservata al crocevia
della seconda – ed ultima – stagione dell’animazione
giapponese in Italia. Niente “roketto punchi”, niente “Edda
Tranghu Legga” ( se faceva scandalo il trattamento dei nostri
traduttori caserecci alla profondità della lingua giapponese,
ecco d’altro canto come I giapponesi trattano l’inglese ).
Solo quattro barboni che abitano delle catapecchie, in lotta
per la pagnotta. Troppo visto, troppo vicino e troppo simile a
tutti noi per generare entusiasmo. Chi gira per le strade si
accorgerà che sono ora cresciuti I bimbi concepiti da chi
visse quell’epoca. Io conosco uno che si chiama Alcor, una
Venusia ed ho sentito parlare di Mei, Shiro, Evelyn etc… di
Watta non c’è l’ombra. In effetti c’è poco da immaginare…
Actarus ( Daisuke ) avrà poi riportato la vita su Fleed?
Saranno I terrestri emigrati su
Prometeo? Boh… Ma una cosa è certa: Watta è di sicuro ancora
là a farsi il paio per portare a casa il pane…come tutti noi.
Sognavamo tutti di diventare come Actarus ( od anche come
personaggi più caserecci e sgangherati tipo “Charlie” di
ASTROGANGA ), e non ci è riuscito. Siamo tutti divenuti dei
Watta, però. Al pari di altre serie avanguardiste, TRIDER non
suscitò mai un grosso entusiasmo. Non conosco “otaku” (=
fanatico dei fumetti ) che si dia lo pseudonimo di Watta. Bah…
era roba già vista… un “colpo finale” non certo dei più
avvincenti. Armi che ricordavano più Boss robot o Mecadon che
Jeeg o Mazinga ( ma anche Tekkaman etc ). Una storia in cui I
protagonisti – ancora – galleggiavano su ambientazioni più
simili allo squallido hangar diroccato del Boss de IL GRANDE
MAZINGA, che alla patinata ( seppur sgrossata ) tecnologia dei
vari Procton ( sì, con quell’uniforme da barbiere…quelle
maniche corte col taglio ) & co.