TRIDER G7

Regno delle Anime

 

1980-81 Nippon Sunrise

( gli stessi dietro le quinte di “Daitarn III”, “ Daltanious”, “Gundam” etc )

<< Muteki Robot Trider G7 >>

50 episodi

Credits:

ARTE: Takashi Miyano

DESIGN: Nobuyoshi Sasamon; Kunio Ougawara

 

LA STORIA:

Regno delle Anime

 

 

Il ragazzino Watta eredita dal padre, morto a seguito di incidente sul lavoro,  una ditta specializzata in trasporti spaziali e lavori pericolosi, perennemente sull’orlo della bancarotta: la Takeo General. Con lui I quattro dipendenti della ditta:

 

 

 

 

Regno delle AnimeIl signor Kakikoji ( alcuni scrivono Kapikoji od anche altri nomi improbabili ): anziano padre di 12 figli. Uomo all’antica incarna il perfetto dipendente giapponese vecchio stile. Lavora sempre per mantenere l’innumerevole prole in stato di dignitosa povertà. Onora sopra tutto la parola data ( al punto da scorrazzare in bicicletta un’intera domenica per “ scusarsi di dover rifiutare un incarico “ ). E’ il vice-presidente dell’azienda. E’ un economo e tirchio al punto da stracciarsi le vesti se si sprecano troppi missili… perchè I missili costano! Spesso richiama Watta all’ordine con esempi edificanti o ricordandogli suo padre defunto. Corre sempre a prelevare Watta nelle circostanze più improbabili a bordo di una vecchia bicicletta. La stessa persona doppia anche Ondron, dr.Klark., Yarln ed altri.

 

 

Regno delle AnimeIl signor Kinoshita è il “direttore alle vendite”. Un giovanotto futile e scialbo che – si dirà in una puntata – “ arrivò ultimo nel concorso per l’assunzione “. Un semplicione che cade spesso vittima di raggiri ed illusioni. Si sa che è sposato. Solo la minaccia di perdere lo stipendio a causa di mancate commesse lo trasforma in una tigre. Egli usa il miraggio di nuovi guadagni e di frivoli acquisti per spronare Watta. Il suo doppiatore caratterizza anche Zakuron ed il padre di Watta. ( lo stesso doppiatore di “Fantaman” e del “Dottor Daimonji” negli ultimi episodi di Gaiking, nonchè di numerosi personaggi nella saga de “Una pallottola spuntata “ ).

 

 

 

Regno delle AnimeIl signor Atsui è il corpulento meccanico-ingeniere della ditta, addetto al Trider. Il doppiaggio lo caratterizza con una voce ingozzata ed un accento finto-veneto ( anche la moglie parla in quel modo “ Ou carounn “ invece di “ Oh caro “ ). Senza figli, ad un certo punto si porta in casa un “ragazzino in affido”, che gli causerà seri grattacapi ( arrivando anche a sabotare il Trider! ) prima di mettere la testa a posto: anche il ragazzino parla colla solita voce ingozzata. Uomo forte che -–a differenza di Kakikoji – sa far leva sul senso di responsabilità di Watta tramite fini allusioni e metafore. Stesso doppiatore per Ondron ed altri.

 

 

Regno delle Anime

 

La signorina Ikue è il tributo al “cartone stile anni 70”. Snella e giovane attraente biondina in minigonna e polo: è la segretaria dell’azienda ed una specie di sorella maggiore per Watta. Stessa doppiatrice anche per Girba, la piccola Kaoru, Sachiko  ed altri.

 

 

 

 

La Takeo General viene ingaggiata dal Ministero della difesa ( di cui è capo il nonno di Watta, col quale I rapporti resteranno sempre cordiali ma molto impersonali & distanti ) per fronteggiare un attacca di robot ai danni di una delle tante installazioni abitative e commerciali nel sistema solare.

In seguito essi lavoreranno per molte ditte private.

A capo del complotto per asservire la Terra è un “magnate spaziale”, Ondron, che agisce su mandato dell’”Impero dei Robot” rappresentato da Lord Zakuron che a sua volta serve un super-computer. Una caricatura degli eccessi a cui può arrivare la “politica aziendale “.

A coadiuvare Ondron troviamo in successione:

Yarln è un buono a nulla, un mezzo militare ( in uniforme & con lineamenti stile Starblazers-Desslock ) di mezza età tutto tremebondo, che verrà poi “smontato” dagli “addetti tecnici”.

Dulcin, un corpulento androide in impermeabile dal temperamento iroso ed isterico. L’isteria gli causa delle crisi che lo fanno impazzire: gli esce a quel punto dal taschino un robottino che gli versa un liquido in un foro all’altezza della cravatta (“PECO PECO!”). Dulcin – a differenza di Yarln e come I successori – muore affrontando il Trider ( “ Non li vinceremo mai! “ urla in agonia ). Non mi è troppo chiaro di quale personaggio celebre del cinema egli sia parodia, ma son sicuro che è lo stesso parodiato in una puntata di “Gigi la trottola” ove Gigi ( in compagnia dello spadaccino Big Man ) affronta il KKK.

Domma e Pepso,  sono I “revisori tecnici” che avevano fatto fuori Yarln. Una copia di “Gianni&Pinotto” ( Abott & Costello ), uno smilzo ed ottuso ma che si reputa intelligente; un altro basso, grasso, tonto e che non sa parlare.

Seguono Shackal, una specie di pistolero, un killer professionista assoldato da Ondron fuori della schiera dei suoi adepti. Una specie di personaggio da spaghetti-western serie C con tanto di vecchia colt & sigaro puzzolente.

Girba, smorfiosa e discinta,  è l’amichetta di Lord Zakuron. Parodia della pin-up girl tutta culo, tette e demenza che farà bollire il sangue a Ondron stesso. Girba = storpiatura di Gilda, la celebre bellona impersonata a suo tempo da Rita Haiworth.

il dottor Clark, uno scienziato con tanto di monocolo,  EX-collaboratore di un genio della robotica scomparso CHE E’ L’AUTORE DEL PROGETTO DI TRIDER G7, FATTO PER ESSERE GUIDATO DALL’UOMO. I mega-robots e Trider hanno tutti dunque una medesima paternità ( storia vecchia…vi ricordate Goldrake o Daitarn? ). Quello scienziato, fuggito dall’impero dei robot e dato per morto, era stato soccorso dal padre di Watta durante un naufragio spaziale, e per sdebitarsi ( prima di sparire per sempre ) gli aveva fatto dono del progetto di Trider. Mah…una parodia del solito scienziato pazzo anni 40-50 stile “dr.K”.

Ondron che morirà ucciso da Zakuron, dopo avergli rivelato come sia possibile riprogrammare il supremo computer per fargli fare ciò che si vuole. Una specie di capo-ganster anni 30.

Zakuron è un androide ( ho letto che c’è chi lo definisce “ Un cyborg di 23 anni. “ boh… come fa un cyborg ad avere 23 anni…e chi ha mai detto che Zakuron è un cyborg? ) che alla fine capisce che è meglio sfruttare I punti deboli del super-computer – svelati da Ondron- piuttosto che perdere tempo coi terrestri.

 

A fare da contorno poi le mille storie attorno all’adolescente Watta. La sua rivalità collo snob Keniichi Fuyama, figlio d’un ricco industriale ( parodia della multinazionale giapponese che produce dalla carta da cesso ai missili atomici ).Regno delle Anime Egli è lezioso, borioso ( ma sotto sotto debole ed insicuro ) e compunto “secchione”, rivale di Watta nello sport ( dove spesso usa I soldi per “guadagnarsi” degli alleati ) e nella vita, per attirare l’attenzione della compagna di scuola Kaoru. Ben reso il doppiaggio di Massimo Corizza ( lo stesso di “Daigo” in “Gordian” e “Gipsy” in “Conan” etc ), che rende Keniichi ben insopportabile.

Il suo tentativo di attirare l’attenzione della bella Kaoru.

I goffi tentativi del maestro Daimon ( che fa di tutto per sembrare un maestro stile TV,: infatti si ispira a dei teleromanzi ) di impressionare la maestra Mieko. I due si sposeranno a fine serie, dopo una serie di goffe peripezie e due fidanzamenti della signorina mandati a monte dai diabolici ragazzi per solidarietà con Daimon.

 

GRANDE GRANDE GRANDE…

 << E perchè mai… >>?

Trider G7 è una grande serie…

 

Regno delle Anime

 

A.

Mai stati stufi o meravigliati di quelle sceneggiature in cui I vari “Centri spaziali” spendono ( evidentemente ) milioni per (ri)costruire robot e attrezzature… MA CHI LI PAGA? Del DRAGO SPAZIALE ( Gaiking ) si sa che è finanziato dall’ONU; di DAITARN III si sa che Banjio fuggì con “ un missile carico d’oro”; BALDIOS è un pupazzo dell’Unione Mondiale… ma queste spiegazioni ( quando non del tutto assenti ) sono troppo astruse, troppo “cartoon”. Quì la ditta Takeo compra missili e carburanti; è in arretrato cogli stipendi e le bollette. FINALMENTE UN SOFFIO DI VITA REALE! Finalmente un cartone che ci parla delle stesse cose di cui si parlava a tavola coi genitori… bollette, cassa integrazione…

B.

Lo stesso sviluppo dell’umanità nello spazio è realistico. Ditte commerciali; operai che lavorano a cottimo per lo stipendio. Non mancano gli accenni fantasiosi alla “ Verdura dei pascoli di Marte “ destinata ad una Terra sovrappopolata. Il tutto però realistico, senza I soliti “Centri spaziali” nel cosmo buttati lì per caso… in un episodio una ditta commissiona il recupero di un’astronave…PER EVITARE PROBLEMI ASSICURATIVI! In un altro, la Takeo rischia lo sfratto a causa di un raggiro ai danni della vecchiarda padrona di casa ( un’avara tabaccaia ) da parte del giovinastro nipote viziato. Si va nello spazio per campare, come il grosso carpentiere padre dell’altrettanto corpulento Akira ( cugino/amico di Watta ), non “ per il bene dell’umanità” od a caccia di improbabili “risorse”. Anche il ricco padre di Keniichi deve un giorno supplicare Watta di salvare la sua azienda dalla bancarotta.

C.

Watta si mette le dita nel naso; non si lava I denti che perciò sono pieni di carie. E’ pigro ma sa rispondere al richiamo del cuore o del dovere. Più realistico di tanti altri protagonisti “ giovinastri “ tarati dai complessi più vari non ancora sublimati. Anche il clichè del “bambino-pilota” viene ridicolizzato in un episodio ove Trider partecipa ad una gara di robot. Via via si presentano I piloti-giovinastri: 18, 16 anni ma… udite udite! Watta Takeo, solo 12 anni!

D.

Uomini e donne normali.

A parte Ikue, tutti I protagonisti sono normali. La madre di Watta è una “chiattona” di 120kg che gestisce un asilo infantile nel cortile della loro casa, che sembra più un’autorimessa fatiscente che altro, mentre bada ai figli piccoli Sachiko e Saburo. Non si vedono le bellezze di Daitarn III od in genere delle altre serie. Niente silhouttes in minigonna di corpicini anoressici da passerella. Il padre di Akira è un grosso carpentiere di maniere spicce e facile di bicchiere; e sua moglie una donnetta rugata in stile Pina Fantozzi.  Gli amici di Watta sono: Akira, figlio di un carpentiere e Shinkiki, figlio del proprietario di una tavola calda. Niente milionari alla Banjio, oppure tipi strambi alla Rocky Joe ( vedi “Dani” in Daltanious ) o cadetti dieci e lode ( vedi Danguard ); non alieni nè “figacci”: Akira è obeso e Shinkiki un povero rachitico gracilino: altro che Tetsuya Tsurugi che spezza un pino secolare con un calcio! In fondo, la gente di tutti I giorni.

E.

Contaminazioni.

Numerose.

In un episodio, Keniichi osserva un episodio di Daitarn III. Lo stesso un giorno si ispira al “tenente Colombo”. Watta guarda “Gundam” alla TV, ed in un episodio cerca di centrare pupazzi colle sembianze di Gundam e Daitarn ai baracconi. Un’altra volta Girba fa saltare un ospedale spaziale, ed un missile va a colpire… Haran Banjio che esce di scena volando con una smorfia.

All’ossequio dello stile Sunrise, Trider esibisce 3 posizioni: nave spaziale; carro ( grazie ad un cingolo esterno, visto solo 2 volte ) e robot. Nel corso della serie si installano nuove armi, come una spada od una pistola.

F.

Assenza di stereotipi-trama.

Notevole.

Ricordate quanto sangue e sudore mescevano I cattivi per rintracciare le basi dei vari robot? O per rapire amici dei protagonisti, o tendere loro trappole, od impedire trasformazioni? Quì NON succede mai. Ondron si accorge dell’identità del Trider, ma nulla viene fatto in proposito. Punto.

G.

Ferite e scontri rocamboleschi.

Quasi assenti.

Watta si ferisce da sanguinare una sola volta; ed il Trider non è MAI danneggiato seriamente. Tutta un’altra storia da Space Robot & co.

H.

Il Trider sorride.

In stile Sunrise, Trider mostra certe espressioni ( vedi Daitarn III ). MA CHI HA DETTO CHE SIA UN PRIMATO? Prego andatevi a rivedre il GRANDE MAZINGA, e ditemi se Venus non spalanca I labbroni col rossetto tante volte, a parte le visibili smorfie della bocca a filtro di Boss Robot.

I

La vita normale alla ribalta.

In TRIDER G7 non assistiamo alla costernazione per il mancato accumularsi dei raggi getta; non ci preoccupano le sciocche richieste di inutili acrobazie del “capitano Dan”… però in un caldo giorno d’estate I dipendenti si augurano di aver presto I soldi per poter riparare il condizionatore! Spesso I protagonisti discutono del caro-vita. Watta si lamenta una volta della bottiglia del latte dimezzata; e Kakikoji riceve dalla tavola calda un piatto senza il suo contorno preferito di verdura, causa l’alto costo della vita e la penuria dei generi ( magari causata dall’attacco di un megarobot ). Per farli felici è sufficiente che Ikue racimoli qualche spicciolo per comperare dei dolcetti.

L

<< Non importa quanto ricco sia suo padre, ma non potrebbe mai comperare nulla del genere! >> esplode Tetsuya Tsurugi alla vista di un “mostro guerriero” che uno sciocco ragazzino spacciava per suo. Quì è l’esatto contrario. Tutto si compra. Il Trider è stato comperato ( o meglio: commissionato ) per l’appunto. In un episodio, due balordi ( di professione immondezzai/rigattieri ) truccano il loro scalcinato robot da Trider… ma l’insegna sul petto sarà un pollo, non un’aquila, per una distrazione del protagonista.

M

Il fine moralistico è presente, ma calato nella vita reale.

Non esistono I massimi sistemi e le fanfaronate pseudo-filosofiche tipiche di altre serie. Alla malora I conflitti psicologici, evviva la pagnotta! Non è forse questa la nostra vita?

N

Fanfaronate tecnologiche al minimo.

<< Salto spaziale >> ( Tekkaman ),  << Pianeta Prometeo >> ( Danguard ) ed altre diavolerie attorno a cui snodare la storia non esistono. Solo una volta Watta pronuncia “ velocità logaritmica “. Le armi di Trider sono terra-terra: catena, dardo, missili etc.

O

Microsoft.

Classe 1980, in vari episodi Trider sembra guidato da un computer che utilizzi “MS-DOS by Microsoft “. Lascerò perdere le facili battute da genio dell’informatica ( da strapazzo ) di alcuni. Certo è che se un disegnatore giapponese investì nel 1979/80 in azioni microsoft ( allora ai veri inizi ), oggi egli sarà certo un riccone. Curioso che il nome microsoft figuri senza censure…che anche quella fosse pubblicità, agli inizi?

P

L’humor scanzonato è presente, ma non con punte stile Daitarn III. Per esempio in un episodio I ragazzini smascherano un ladro di targhe murali: uno studente d’arte spiantato che voleva rivenderle per pagarsi gli studi, e verrà poi bonariamente fatto assumere da un imbianchino (= pittore <-> imbianchino ). E’ tutto un dire il pathos dello studente senza soldi applicato a tali sciocche circostanze.

Q

Mirabolanti le performances dei doppiatori. Poche persone doppiano TUTTI I personaggi con un ottimo risultato. Ad esempio, mirabile il doppiaggio di Watta/Daimon, dove si passa dalla vocetta finto-fresco del ragazzino alla stridula vociona del maestro. Niente a che vedere collo squallore del doppiaggio di KEN IL GUERRIERO ( grande serie, schifoso il doppiaggio stile “ da Giggi er sozzo se doppia bene se spenne n’cazzo “ ) dove il doppiaggio sembra esser stato commissionato agli annunciatori delle forrovie dello stato.

R

Jingles, ovvero musichette.

Esiste il jingle della partenza del Trider, in almeno 4 versioni a seconda dei fotogrammi e delle scene, di cui una solo strumentale. Esiste il jingle del “colpo finale” ( od “attacco dell’uccello di fuoco” ). I titoli delle puntate sono “letti” dalla voce di Watta, e spesso preceduti da buffi fotogrammi muti che anticipano la storia. In coda a quasi ogni puntata non manca il momento-macchietta, che ricorda certi film in cui mentre I titoli di coda scorrono, vengono presentate scene inedite del film ( un esempio: “ La corsa più pazza d’America “ del 1982 credo ).

 

Tutto sommato una bella serie, che nobilita senza false luci di ribalta la gente di tutti I giorni. Regno delle AnimeMi ricordo che per un lungo periodo la Ceppi-Ratti, una ditta produttrice di giocattoli un tempo detentrice di tutti I brevetti poi passati a GIG ed altre ditte, “affittò” il personaggio di Trider G7 per promuovere I suoi prodotti su pagine & pagine de “ Il corriere dei piccoli “, dove poi figurerà anche una sgangherata versione di “Daltanious”. Una serie senza troppo belletto, passata inosservata al crocevia della seconda – ed ultima – stagione dell’animazione giapponese in Italia. Niente “roketto punchi”, niente “Edda Tranghu Legga” ( se faceva scandalo il trattamento dei nostri traduttori caserecci alla profondità della lingua giapponese, ecco d’altro canto come I giapponesi trattano l’inglese ). Solo quattro barboni che abitano delle catapecchie, in lotta per la pagnotta. Troppo visto, troppo vicino e troppo simile a tutti noi per generare entusiasmo. Chi gira per le strade si accorgerà che sono ora cresciuti I bimbi concepiti da chi visse quell’epoca. Io conosco uno che si chiama Alcor, una Venusia ed ho sentito parlare di Mei, Shiro, Evelyn etc… di Watta non c’è l’ombra. In effetti c’è poco da immaginare… Actarus ( Daisuke ) avrà poi riportato la vita su Fleed? Saranno I terrestri emigrati suRegno delle Anime Prometeo? Boh… Ma una cosa è certa: Watta è di sicuro ancora là a farsi il paio per portare a casa il pane…come tutti noi. Sognavamo tutti di diventare come Actarus ( od anche come personaggi più caserecci e sgangherati tipo “Charlie” di ASTROGANGA ), e non ci è riuscito. Siamo tutti divenuti dei Watta, però. Al pari di altre serie avanguardiste, TRIDER non suscitò mai un grosso entusiasmo. Non conosco “otaku” (= fanatico dei fumetti ) che si dia lo pseudonimo di Watta. Bah… era roba già vista… un “colpo finale” non certo dei più avvincenti. Armi che ricordavano più Boss robot o Mecadon che Jeeg o Mazinga ( ma anche Tekkaman etc ). Una storia in cui I protagonisti – ancora – galleggiavano su ambientazioni più simili allo squallido hangar diroccato del Boss de IL GRANDE MAZINGA, che alla patinata ( seppur sgrossata ) tecnologia dei vari Procton ( sì, con quell’uniforme da barbiere…quelle maniche corte col taglio ) & co.